IL FESTIVAL CompARTE E LA SOLIDARIETÀ

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Come già sapete, abbiamo deciso di sospendere la nostra partecipazione al festival CompArte. Ovvio che, per chi sappia leggere con attenzione, non abbiamo detto che è sospeso il festival. Semplicemente, quel che abbiamo fatto è avvisare che noi zapatiste e zapatisti non potremo condividere attivamente…

Luglio 2016

Compañeroas della Sexta:

Artisti dei 5 continenti:

Insegnanti in Resistenza:

Come già sapete, abbiamo deciso di sospendere la nostra partecipazione al festival CompArte. Ovvio che, per chi sappia leggere con attenzione, non abbiamo detto che è sospeso il festival. Semplicemente, quel che abbiamo fatto è avvisare che noi zapatiste e zapatisti non potremo condividere attivamente. E perciò, a chi pensava a questo e la qual cosa lo porta a non partecipare, dicevamo quindi di scusarci perché lo sappiamo che ha affrontato delle spese. Nessuno deve dare ordini alle Arti. Se c’è un sinonimo di libertà, forse l’ultimo appiglio di umanità in situazioni limite, sono le arti. Noi zapatiste e zapatisti non possiamo, né dobbiamo, né ci è minimamente passato per la testa, dire alle lavoratrici e ai lavoratori dell’arte e della cultura quando debbano creare e quando no. O peggio ancora, imporre loro un tema e replicare, ora con l’alibi dei popoli originari in ribellione, “rivoluzioni culturali”, “realismi” o altre arbitrarietà che nascondono soltanto un commissario e poliziotto che determina quale sia la “buona arte” e quale no.

No, sorelle, fratelli e sorelli artisti. Per noi zapatiste e zapatisti le arti sono una speranza dell’umanità, non una cellula militante. Pensiamo invece che nei momenti più difficili, quando cresce la disillusione e l’impotenza, le Arti siano le uniche capaci di celebrare l’umanità.

Per noi zapatiste e zapatisti voi, insieme alle scienziate e scienziati, siete tanto importanti che non immaginiamo alcun domani senza la vostra opera.

Ma questo sarà il tema di una qualche lettera successiva.

Quel che ora vogliamo è assolvere a un impegno verso di voi. Perché dal 15 giugno 2016, data finale per la registrazione, avevamo preparato un resoconto per comunicarvi come sarebbe stato il Festival CompArte. Disgraziatamente, la situazione nazionale si è fatta tesa (a causa dell’irresponsabilità del bambino con la scatola di fiammiferi che sta nella SEP) e lo abbiamo posposto finché è arrivata la decisione che vi abbiamo già trasmesso.

In ogni caso, è bene che sappiate come sarebbe stato il CompArte. In forma sintetica:

Si sono registrati 1127 artisti nazionali e 318 di altri paesi.

Gli artisti nazionali sono originari di:

Aguascalientes Baja California Baja California Sur Campeche Chiapas Chihuahua Colima Coahuila Ciudad de México (Ex DF) Durango Estado de México Guanajuato Guerrero Hidalgo Jalisco Michoacán

Morelos Nayarit Nuevo León Oaxaca Puebla Querétaro Quintana Roo San Luis Potosí Sinaloa Sonora Tabasco Tamaulipas Tlaxcala Veracruz Yucatán Zacatecas

Le artiste e gli artisti di altri paesi sono originari di:

EUROPA Germania Belgio Danimarca Scozia Slovenia Stato spagnolo Finlandia Francia Grecia Olanda Inghilterra Irlanda Italia Norvegia Portogallo Russia Svizzera

AMERICA Argentina Brasile Canada Cile Colombia Costa Rica Cuba

Ecuador El Salvador Stati Uniti Guatemala Honduras Nicaragua Perú Porto Rico Trinidad e Tobago Uruguay Venezuela

ASIA Cina Iran Giappone Russia Taiwan

AFRICA Marocco Repubblica del Togo

OCEANIA Australia Nuova Zelanda

L’artista partecipante di maggiore età è un cantautore sugli 80 anni, anche se ne dimostra molti meno (di niente, Oscar), le cui canzoni che riscattano la cultura popolare e le sue parodie musicali (che sono superate soltanto dalla realtà) risuonano ancora nelle montagne zapatiste e, forse, anche nei luoghi in cui resistono gli insegnanti.

Gli artisti partecipanti di minore età sono: un bambino di 6 anni, che balla il son jarocho con il Collettivo Altepee; il Coro di bambini del Huitepec, le cui età vanno dai 3 agli 11 anni; una bambina, di dieci anni, che suona il cajón de tapeo con la Banda Mixanteña di Santa Cecilia: e una bambina, di dieci anni, che suona il piano.

ATTIVITA’ ARTISTICHE DA CONDIVIDERE:

ARTI SCENICHE:

BALLO FLAMENCO BALLO TANGO CIRCO CLOWN CANTASTORIE DANZA DANZA AEREA DANZA CONTEMPORANEA DANZA FOLCLORISTICA READING DI POESIA

LIMA-LAMA MAGIA GIOCOLERIA MARIONETTE PAGLIACCI PERFORMANCE TEATRO TEATRO D’OMBRE TEATRO SENSORIALE BURATTINI

ARTI PLASTICHE (O VISUALI):

ALEBRIJES ARCHITETTURA RICAMO CARICATURA POLITICA CARTAPESTA COLLAGE FUMETTO RACCONTO GRAFICO DISEGNO DISEGNO GRAFICO IMPAGINAZIONE SCULTURA FOTOGRAFIA FOTOGRAFIA IN 3D INCISIONE

GRAFFITI ILLUSTRAZIONE INSTALLAZIONE EFFIMERA INTERVENTO SULLO SPAZIO LIUTERIA MASCHERE PITTURA PINTURA CORPORALE PITTURA DI VASI PITTURA MURALE SERIGRAFIA STENCIL TATUAGGI

AUDIOVISIVE:

AUDIORACCONTI CINEMA DOCUMENTARIO FOTOGRAFIA DIGITALE

VIDEO VIDEO DOCUMENTARIO VIDEOCLIP VIDEOSCULTURA

MUSICA:

BANDA DI FIATI BEAT-BOX BLUES BOLERO BOSSANOVA CANZONI DI PROTESTA CHILENAS CUMBIA DUB ETNOROCK FUSION GITANA HIP-HOP JAZZ MUSICA AFRICANA MUSICA DI CONCERTO ARPA PIANO VIOLINO TUBA FLAUTO CHITARRA LIUTO MUSICA DI GAITA MUSICA DI HANG MUSICA DI HOMPAK MUSICA DI ORGANETTO MUSICA TRADIZIONALE PUNK OPERA RAP REGGAE ROCKABILLI ROCK ALTERNATIVO SKA SON CUBANO SON JAROCHO SWING TROVA

ALTRE ATTIVITA’ LABORATORI (DI QUASI TUTTO QUEL CHE SI PRESENTERA’)

Bisogna fare il CompArte? Ebbene, rispondere a questa domanda tocca a voi. E rispondere anche come, quando e gli eccetera di rito. Pensiamo che, se siete capaci di meravigliare il mondo con quel che fate, potrete ben organizzarvi per celebrare l’umanità dinanzi al sistema.

Noi zapatiste e zapatisti abbiamo sospeso (non cancellato) la nostra partecipazione. Pensiamo, crediamo, abbiamo la speranza che verranno giorni più limpidi in cui potremo farlo. Non sappiamo quando, magari per il compleanno del Congresso Nazionale Indigeno. Ma non vogliamo prendere impegni perché poi magari…

Il CompArte Zapatista

Tuttavia, approfittando che siamo in tema, vi informiamo anche su come sarebbe stata la nostra condivisione artistica. Be’, forse è meglio che vi raccontiamo questo: il Comandante Tacho ci ha detto, parola più parola meno: “C’è un compagno che ha fatto una canzone, cioè che l’ha fatta in tutto e per tutto, cioè il testo e la musica. E nel suo villaggio hanno fatto un gruppo musicale. Quando c’era la selezione nel caracol de La Realidad cioè dove vedevamo quanto fatto dai villaggi e man mano si selezionava chi sarebbe andato a Oventik, ho ascoltato la sua canzone sul tema della resistenza. Sia come sia, sup, questo compagno era appena un bebè quando ci siamo sollevati nel 1994 e spiega la resistenza meglio di me con la sua canzone. Quasi non sapevo se applaudire o prendere il quaderno degli appunti. Ora sì che affilano il rasoio”. Il Comandante Zebedeo ci racconta anche: “un compagno mi si è avvicinato e mi ha detto che la situazione è bella incasinata, che lui credeva che forse non si farà perché i maestri sono sotto forte attacco. Ma che lui è contento perché, ha detto, “io non sapevo di poter cantare, ora invece so di poter cantare e fare persino le mie canzoni in cui racconto del nostro modo di essere zapatisti. Anche se non ci sarà il festival, sono contento. E poi, magari stavolta no, però niente niente un’altra volta sì”.

E se voi, artisti, compagni della Sexta, cercate di immaginarvi come sarebbero state le partecipazioni artistiche zapatiste, allora qui vi mettiamo un video. Magari un altro giorno ne metteremo altri, o foto, perché ‘sta roba di internet ci dà del filo da torcere. Il balletto è creato da un collettivo della Zona de Los Altos, nel Caracol di Oventik. Non sappiamo se si dice balletto o coreografia, ma si chiama resistenza e la musica è un mix del pezzo di Mc Lokoter, “Esta tierra que me vio nacer”, e di un pezzo ska del gruppo spagnolo che si chiama SKA-P, “El Vals del Obrero”. Il significato del balletto lo spiega la maestra di cerimonia. Il video è stato prodotto da “Los Tercios Compas” in una delle presentazioni alla selezione di Oventik, ormai più di due mesi fa (ovvero, non abbiamo sospeso per il fatto di non essere preparati). Eccolo. Saltellare saltellare eh eh!

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ijVpIMZAr1w

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Bene, mentre recuperiamo il fiato, vi diciamo, per quanto possibile in dettaglio, il sostegno materiale che, come segnale di solidarietà, rispetto e ammirazione, consegneremo agli insegnanti in resistenza in diversi punti del Chiapas, Messico.

Ma prima…

Avrebbero partecipato artisti tojolabal, zoque, mame, chol, tzetal, tzotzil e meticci dei 5 caracoles, così come escuchas e uditori delle basi d’appoggio zapatiste.

Dal Caracol di Roberto Barrios (zona nord de Chiapas): 254 artisti e 80 escuchas-videntes. Dal Caracol di La Realidad (zona Selva Fronteriza): 221 artisti e 179 escuchas-videntes. Dal Caracol di La Garrucha (zona Selva Tzeltal): 311 artisti e 99 escuchas-videntes. Dal Caracol di Morelia (zona Tzotz Choj): 276 artisti e 88 escuchas-videntes. Dal Caracol di Oventik (zona Los Altos de Chiapas): 757 artisti e 1120 escuchas-videntes. In totale: 1819 artisti e 1566 escuchas-videntes. Totale complessivo: 3385 uomini, donne, bambini e anziani basi d’appoggio zapatiste.

L’Alimentazione come arte della resistenza

I fondi per gli artisti zapatisti variavano a seconda del caracol, perché da alcune parti alcune cose si recuperano a prezzo più caro o più economico. Ma la spesa procapite per l’alimentazione era di 12,08 pesos per artista zapatista al giorno. Tutto quel che si era messo assieme per la nostra partecipazione, contando i 5 caracoles, raggiungeva la quantità di $ 290000,00 (duecentonovantamila pesos nazionali). Chiaro, prima della prossima svalutazione… ehm, sì, scusate, niente spoiler.

Da dov’è uscita la grana? Dalla registrazione all’INE? Dal programma PROSPERA? Dal crimine organizzato o disorganizzato – cioè dal malgoverno? Da qualche ONG? Da una potenza straniera interessata a fomentare le Arti per destabilizzare la “tranquillità” in Messico? No, compagni, la grana è uscita dal lavoro dei collettivi di produzione nei villaggi, regioni e zone, così come dai MAREZ e Giunte di Buon Governo. Ovvero è grana pulita, ottenuta come la ottiene l’immensia maggioranza del popolo del Messico e del mondo: dal lavoro.

E’ tanto o poco?

Be’, il consumo medio GIORNALIERO in alimentazione di un artista zapatista, per esempio di Roberto Barrios, nei sette giorni che sarebbe durata la nostra condivisione è di: 171 grammi di fagioli 50 grammi di riso 21 millilitri di olio 0,02 di sacchetto di minestra 20 grammi di zucchero 8 grammi di sale 1.17 tostada.

Ebbene, e ora che si farà di tutto cio? Cosa doneranno agli insegnanti in resistenza?

La Solidarietà Zapatista

I compagni si sono organizzati per caracol per consegnare il sostegno secondo quanto segue:

Il caracol de La Realidad consegnerà agli insegnanti in resistenza quanto segue: 570 chili di fagioli 420 chili di riso 350 chili di zucchero 15 litri di olio 21 chili di sapone 21 chili di sale 28 chili di caffè 1571 chili di mais non transgenico 840 chili di tostadas 400 chili di pinole 5 recipienti per cucinare 5 mestoli 5 contenitori 4 cassette di medicinali

Una commissione del caracol di La Realidad consegnerà tutto ciò agli insegnanti in resistenza a Comitán, Chiapas, il 9 luglio 2016 alle…be’, quanto ci staranno ad arrivare.

IL caracol di Roberto Barrios consegnerà: 400 chili di fagioli 250 chili di riso 125 chili di minestra 24 chili di sale 24 litri di olio 15 chili di caffè 10 chili di sapone 3 chili di peperoncino 10 chili di cipolle 30 chili di pomodori 50 chili di zucchero 320 chili di pinole 620 chili di tostadas 1000 chili di chayote, patate dolci, yucca e banane.

Una commissione del caracol di Roberto Barrios consegnerà tutto ciò agli insegnanti in resistenza a Playas de Catazajá, Chiapas, il giorno 8 luglio 2016. E’ già andata una commissione e si sono già messi d’accordo con i maestri di lì per la consegna.

Il caracol di La Garrucha consegnerà: 300 chili di fagioli 150 chili di riso 150 chili di zucchero 20 chili di caffè 15 chili di sale 1 cassa di sapone 60mila tostadas.

Una commissione del caracol di La Garrucha consegnerà tutto ciò agli insegnanti in resistenza a San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, il giorno 9 luglio 2016.

Il caracol di Morelia consegnerà: 1044 chili di mais non transgenico 500 chili di fagioli 300 chili di riso 250 chili di zucchero 25 chili di sale 1 cassa di sapone 25 chili di caffè 1 cassa d’olio.

Il caracol di Oventik consegnerà: 114584 tostadas (circa 300 chili) 1475 chili di fagioli 672 chili di zucchero 456 sacchetti di minestra (circa 97 chili) 206,5 chili di riso 68 chili di caffè 5 chili di pinole 48,5 chili di sale 12,5 litri d’olio 21 chili di pomodori 10 chili di cipolla 165 chili di verdura 20 chili di the.

Una commissione dei caracoles di Morelia e Oventik consegnerà tutto ciò agli insegnanti in resistenza a Tuxtla Gutiérrez, Chiapas, il giorno 10 luglio 2016. La tostada non sarà consegnata tutta d’un botto perché è tanta e ammuffirebbe. Meglio prima un po’ e poi un altro po’.

In totale, i 5 caracoles consegneranno circa 10 tonnellate di alimenti di valore approssimativo di 290mila pesos messicani.

-*-

Così stanno le cose, compagni della Sexta e artisti e insegnanti in resistenza.

Orbene, se ci chiedete a noi zapatiste e zapatisti che ne pensiamo di com’è se venite o non venite, chiaramente vi diciamo: venite. Il Chiapas è bello. E ora è ancora più bello con la resistenza degli insegnanti che fiorisce per i cammini, le strade, le autostrade e le comunità.

Vi chiedete se, già che siete qui, potete farvi un giro nei caracoles? Certo che si può fare. Ma all’entrata, questo sì, vi chiederanno: “siete già andati a trovare i maestri in resistenza?”

Dalle montagne del Sudest Messicano

Subcomandante Insurgente Moisés. Subcomandante Insurgente Galeano.

Messico, luglio 2016

Testo originale http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2016/07/07/il-festival-comparte-e-la-solidarieta/

Traduzione a cura dell’Associazione Ya Basta! Milano

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